ANFORAH 
Rassegna di poesia, pittura,
letteratura e altro 
"L'immagine della poesia è la poesia dell'immagine"
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La nave Argo:
mito, metafora e simbolo

La nave Argo
Mostra
Mostra itinerante di pittura e didascalia degli artisti Fedele Boffoli e Massimo Rovereti realizzata con il patrocinio di: Ass. Cult. Comunicaria di Giovinazzo - BA -, Biennale D'Arte Contemporanea (Lecce), Club Unesco di Udine, Comune di Cesena, Comune di Giovinazzo - BA -, Comune di Trieste, Comune di Udine, Istituto Tecnico per Geometri Marinoni di Udine, Provincia di Udine, Telefriuli - Il Segno e il Colore.
(Cesena: ex Pescheria - ottobre 2006; Udine: galleria espositiva ITG Marinoni - novembre 2006; Giovinazzo - BA -: sala comunale d'arte S. Felice - agosto 2007).




Mito metafora e simbolo
S. Nicola e la tempesta
La nave Bellezza solca il mare della vita svelando e rivelando il Mistero, sulle onde dell'essere, con il luminoso linguaggio dell'Arte.
Dai suoi oblò si scorgono immagini e forme (quali aspetti significativi del mondo) nell'evidenza di ciò che è da sempre celato.
Dalla magica nave contempliamo i panorami universali organici alla vita che trasmettono il senso del Bello nell'Eternità.
Nella barca del "Bello" non v'è dualità: tutto è significato assoluto; anche Dolore e Morte (che trasformano il decadimento in nuova abile e utile costruzione) quali necessarie ancore di salvezza per la navigazione.
Nella mitica nave l'albero maestro dell'Arte è nel paradosso sensibile del Tutto (dove vita e morte s'intrecciano in una trama) e il Bello, che ne è la sua radice nel regno delle idee, pervade l'oceano del mondo compenetrandone tutti i suoi strati.
Anche la Nostalgia a bordo è pura Bellezza quale ricordo di una condizione edenica perduta cui ci si volge per ritrovare le proprie origini umane; come il canto marino della poesia che, in ogni tempo, ha musicato le gesta di Dio.
Dalla nave spirituale non è retorica pensare che la vita è bella (nonostante le apparenti burrasche); è verità sotto gli occhi di tutti e non certo dominio culturale di pochi eletti.
Sull'Argonave la Bellezza è l'Arte significante universale (nel verso dell'Uno) che gli artisti (veri marinai della vita) manifestano nella forma colorandola con le tinte dell'anima (lo stile).
E ancora Bellezza, nel mare di luce, è ciò che risolve contrasti nel bene comune (la Pace), unificando dualità e antinomie [...]

La Nave va
S. Nicola e la tempesta
Sì, la nave Argo - simbolo dell’anima migrante in cerca perenne di sé - si è spostata dalle gallerie di Cesena e Udine, per attraccare alla Galleria d’Arte San Felice di Giovinazzo, presso Bari. Qui il fantastico bastimento riversa ancora una volta i mondi multipli dei pittori Boffoli e Rovereti. Due cercatori inesausti, questi, di tesori più preziosi dell’oro: la bellezza e la conoscenza. Fuor di metafora, bisogna davvero convenire che gli artisti testé menzionati rappresentino un connubio felice, per l’intento che li lega, individuato nella ricerca stilistica unita all’ansia gnoseologica. Essi ci ripropongono continuamente la necessità di fare arte per scoprire e reinventare la vita attraverso l’elaborazione dell’esperienza sensibile, ricreata nelle loro opere secondo criteri che intenzionalmente trascendono il dato sensibile, per renderlo ancor più intimo e autentico, comprensibile e integrato nella totalità dell’io. Non di solo pane vive l’uomo, ovvero: non di soli sensi…
Le occasioni del vissuto sono per Rovereti il pretesto atto a esprimere la passione racchiusa nelle cose e nelle genti, pulsione vitalistica che permane oltre l’attimo di euforia (vedi ad es. l’olio Esuberanza giovanile). E catturato un mistero che ri-vela l’oltre, il pittore segue la traccia di un mondo spirituale invisibile appagante nel volto di santi personaggi, di papa Karol, o di presenze arcane, angeli paralleli, o nelle meditazioni di fanciulle concentrate nella lettura di un libro, oggetto palpabile che racchiude l’impalpabile. Gli oli di Rovereti passano da una rappresentazione realistica e sanguigna alle impressioni interiori dette sottovoce, da cuore a cuore, con una tecnica di velature e colori bruni, o dolcemente annebbiati. Per indicare l’altro in noi, magari di fronte ad uno specchio, l’altro che ci sopravanza e ci sopravvive.
Boffoli precipita direttamente nel mito, con iconografie di santi, in special modo san Nicola, più volte rivisitato negli acrilici smaglianti in giallo, splendore aureo della realizzazione coscienziale, su campiture nere, rappresentanti l’abisso da cui tutto proviene. Il giovane artista si cimenta e confronta con simboli universali, con l’anfora del mondo, dea madre e utero spirituale stampato nel nostro dna. Usa i colori in modo rituale, direi quasi liturgico, dove il verde sta per la perennità della natura autogenerantesi, il giallo è la chiara coscienza, il rosa la pulsazione della carne, e i simboli della spirale, del cerchio, della croce, della spada, (vedi Croce-Spada Anfora) alludono al grande incontro del Maschile e del Femminile, le due braccia dell’Infinito. C’è tutta una sapienza dietro le sue effigi fiabesche. Esse sono collegate alle tradizioni della religiosità popolare, che l’artista fa sua con tratti lineari e puliti, profondamente criptici. Ogni quadro di Boffoli è sogno puro e vero, mentre il reale apparente è già alle spalle con il suo peso e la sua illusorietà. L’artista ci offre anche una serie di fotografie metafisiche, dove il groviglio di foreste è imago del crogiuolo esistenziale, mentre nuvole e tesori di natura arcana accompagnano la vista e la ripresa del poeta-fotografo e lo ispirano e guidano verso l’alto. Allora le foglie non sono più foglie del bosco ma oro. Di quale universo o realtà?
E la nave continua ad andare, in un percorso circolare sempre nuovo, ma di immutata struttura di fondo e immutata rotta celestiale.

Graziella Atzori

Gli artisti espositori
Catalogo
Gli autori di Attilio Bazzani
(dalla presentazione in catalogo)


[...] Il Boffoli si distingue per quel segno particolare che è essenziale nell'attività artistica, l'inventività. Il Mito, il simbolo, la metafora sono, per lui, soltanto degli archetipi, che devono essere decodificati e tradotti in immagini per diventare parlanti e rivelare i misteri della vita e della natura. L'archetipo è la prima forma dell'universo, il modello ideale, l'uno, che comprende il tutto, il contingente e l'eterno, l'intelligibile e l'enigmatico, il razionale e il passionale. E' l'archetipo il problema di fondo, il tema primario che il Boffoli affronta col suo lavoro d'indagine conoscitiva e rappresentazione immaginifica. Addentrarsi in questo mondo così complesso e variegato, coglierne i significati reconditi, è un'impresa difficile, perché richiede duttilità di pensiero e solida preparazione culturale, ma forse è ancor più arduo renderlo comprensibile ai fruitori mediante il discorso figurale. Per riuscirci bisogna avere due capacità congiunte: la mente del filosofo e l'estro del poeta [...]

[...] Il Rovereti, nel suo lavoro, ripercorre il cammino della storia. Inizia raffigurando simboli della classicità greco-romana. Sono immagini suggestive quelle che produce sui "reperti mutilati", terrecotte archeologiche di personaggi antichi fatti rivivere sulla tela o disegnati sulla carta.
Non meno importanti sono le opere che egli ha dedicato a temi e problemi del Medioevo e del Rinascimento. Figure di Papi e Cardinali, di angeli e divinità pagane e cristiane, ritratte in quadri di grandi dimensioni, in atteggiamenti estatici e misterici, come si può vedere nei dipinti "L'angelo parallelo", "Terra e cieli nuovi", "Crocifissione", "Il giardino misterioso" e in altri ancora[...]

Fedele Boffoli
Fedele Boffoli
Fedele Boffoli pittore e poeta, nato a Bari nel 1964, è attivo a Trieste dal 1985.
Autore e promotore di manifesti e progetti culturali dirige, attualmente, la webgalleria d’arte e poesia Anforah.
Sue raccolte di opere (immagini e testi) sono presenti ai siti:
www.ArtePensiero.it
anforah.altervista.org, (Poièsi - Chrònos - Solaris - Il Resto - Meditation - Oasi - Il Resto e La Memoria del Viaggio - Natura e Cultura - Barcolandia - Città d'argilla - Viaggio in Egitto – Maremetamare - Il Tango dell’Onda).

Referenze:
galleria Artestruttura via S. Giorgio, 21/a - 33040 Cividale del Friuli (UD) tel. 0432-730551; galleria virtuale www.webartmagazine.net.

Per informazioni:
studio-abitazione dell’artista, via Flavia 70 - 34148 Trieste, tel. 040-827924, cel. 338-2246495;
E-mail: info@fedeleboffoli.it

Massimo Rovereti
Massimo Rovereti
E’ nato a Cesena nel 1959, a metà degli anni settanta frequenta il Liceo Scientifico, luogo della sua formazione artistica e culturale. Due importanti insegnanti uno di letteratura il poeta Luigi Riceputi e l'altro di disegno lo scultore Glauco Fiorini segnarono i suoi interessi futuri per l'arte e la poesia.
Laureatosi a Firenze in Architettura esercita la professione su tutto il territorio nazionale ed in particolare nell'area emiliana-romagnola, occupandosi di ricerca nel restauro, progettazione architettonica ed urbanistica.
I suoi lavori e progetti sono recensiti su riviste specializzate tra cui la rivista "Polis idee e cultura nelle città". Parallelamente alla sua attività architettonica si dedica alla grafica, al design ed alla pittura esponendo in mostre personali e collettive e partecipando a concorsi nazionali ed internazionali con varie segnalazioni.
E’ autore di varie recensioni su quotidiani nazionali e locali tra cui Il Resto del Carlino, Il Corriere di Cesena ecc. Ha curato mostre di artisti di fama internazionale tra cui nel 1997 (alla Galleria Ex Pescheria di Cesena) dello scultore e pittore toscano Gianfranco Giorni. Dal 2006 collabora ai lavori interdisciplinari della webgalleria Anforah per il recupero, in arte e cultura, dei valori del Tradizionale nel Contemporaneo. Le sue opere sono presenti in collezioni private.

Arch. Massimo Rovereti
Studio-abitazione
via Tiberti, 21 – 47 023 Cesena (FC)
tel. 335-5919976 E-mail: bm2r@interfree.it

Graziella Atzori
Graziella Atzori
Graziella Atzori è nata in Sardegna; vive - attualmente - a Trieste dove ha conseguito la laurea in filosofia dedicandosi al giornalismo, alla critica (letteraria e d’arte) ed alla scrittura creativa.
Ha lavorato - in passato - presso il quotidiano Il Piccolo e la sede Rai di Trieste.
Ha pubblicato romanzi e fiabe; è presente in varie raccolte di antologie poetiche edite a Trieste, Roma, Toscana ed ha curato alcuni libri di poesia per diversi editori.
Dall’anno 2000 si dedica alla pittura partecipando a frequenti mostre in Italia ed all’estero. Dal 2006 partecipa ai lavori interdisciplinari della webgalleria d’arte e poesia Anforah.



Graziella Atzori
via delle Ginestre, 9
34 135 - Trieste
tel. 040-422000.

gra.atzori@tele2.it

Le opere

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L'anfora del mondo

Croce-spada-anfora

Origini del Mito - Divini amanti

Il genio della lampada, divo

Vergine orante

S. Antonio e la predica dall'albero

La Regina di Saba

S. Nicola e le tre ipostasi

S. Nicola e i giovani

S. Nicola e la dote alle fanciulle

S. Nicola e la tempesta

Tesori 1

Nuvole 1

Crogiolo 1

Foglieoro 1


Crocifissione

Terra e cieli nuovi Giovanni Paolo II

Fra Michelino da Cesena

L'angelo parallelo

L'uva di Zeusi

Il Giardino misterioso

La mano di Arlecchino, dedicato al pittore Sergio Vacchi

La lettura di Tiziana

La famiglia sta bene grazie

Autoritratto pittorico

In ricordo del bar Canocia

Saluti da Cesenatico, autoritratto

L'altra parte di noi, retro e autoritratto

Senza titolo n. 1

Senza titolo n. 2


E-mail: info@fedeleboffoli.it