ANFORAH 
Rassegna di poesia, pittura,
letteratura e altro 
"L'immagine della poesia è la poesia dell'immagine"
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Tracce
foto di G. Labellarte, poesie di F. Boffoli

Con TE nel deserto
Orma 1
Orma 1 - G. Labellarte - elaborazione al pc di A. Davoli.
Orme
Orme - F. Boffoli
Sì, viaggiare… ma come, verso dove, perché… Lo rivela limpidamente Giuseppina Labellarte nel suo servizio fotografico dedicato al deserto brasiliano di Lençóis Maranhenses. Quest’ultimo per l’artista del saper vedere si configura come luogo di scoperte animico-geografiche, in cui si placa con stupore l’ansia di una ricerca metafisica, dove lo spirito si ritrova a casa, lì lungo quei campi lunghi e silenti che sembrano non finire mai; lì in quei cieli aperti di azzurro indiscusso e senza ombre; lì nella sabbia abbagliante, quasi irreale materia di mondi ultrasensibili. Lì dove l’impronta umana sulla rena è e può essere leggera, pura, impermanente ed eterna in un’aporia solo verbale e non reale; impronta direi "senza peccato", con un termine mutuato dall’esperienza religiosa, in quanto segno subito cancellato dal vento e dagli elementi, per rimandarci, con una metafora, all’esperienza del non attaccamento, alla libertà di godere ORA senza l’arrovellamento del domani. Deserto: giungere lì dove la presenza dell’uomo appare come traccia di carovane immaginate - esperienze sofferte e godute e sublimate nel sempre - o come momento di abluzione e preghiera. Lo sa bene l’autrice, quando scrive in un commento poetico È finalmente deserto, infinito. / Lo cercavi senza sapere perché. E trattasi di un non sapere razionale, di un sapere intuitivo e precognitivo, atemporale, di un cercare avendo già trovato, secondo Pascal. E trattasi di un godere la pace-ananda includente ogni desiderio, nella contemplazione piena di curve di sabbia e di sale, di lagune, di geometrici e sinuosi e sontuosi andamenti circolari ed ellittici del paesaggio, nell’introiezione di luci, di ombre fonde e blu che ristorano.
Dinanzi a tale grandezza ripresa con umiltà, non servono libri di saggezza, come per magia scompaiono i giorni conosciuti, senza sorprese, gravidi delle azioni plumbee e di orizzonti quotidiani ristretti, prosaici.
Non servono libri ma ecco invece la voce poetica di Fedele Boffoli, con quella grazia che ricrea la vita, affiancare le immagini, per mezzo di parole contate e cantate, ricercate. Anche il poeta lascia alle nostre spalle le rovine di esistenze quasi sempre meschine, le nostre, e ci addita con dolcezza le anse, le piramidi di sabbia, le tracce visibili-invisibili dell’Altro.
Allora via, via dal conosciuto, verso la meraviglia di luce e di azzurro. Viaggiare come? Come bambini dalla memoria genetica infinita e vergini di ricordi. Viaggiare dove? Nel cerchio dell’eterno ritorno: nel / magico / percorso /dell’Esistere, risponde Boffoli, e perché? Per incontrare la Presenza, che dica e ridica immanente l’eternità, la bellezza, la salvezza, il canto, la gioia, lì, All’ansa / del sacro / fiume / dove / l’uomo / invoca / una Preghiera. Scompare la paura di amare, l’anima dice all’anima: io sono qua. E d’amore bisogna dire, dunque, accennare, mentre lo sguardo corre sulle apparizioni, o sosta, e l’occhio si chiude, meditativo, per raggiungere la visione interiore partecipativa che la fotografia rende possibile con osmosi, empatia, comunione. Lo diremo, l’amore, con i versi bellissimi: Alla spiaggia / dell’Amore / dove avviene / il battesimo / della Luce / incantesimo / del Bianco / nel Blu. Per catturare, nell’ancora e ancora bellissima fotografia Riflessi, alla luce del crepuscolo sull’acqua appena increspata, i riflessi del Divino in noi e fuori di noi.

Graziella Atzori

Il Centro
Onde 1
Onde 1 - G. Labellarte
La fotografia è lo strumento per eccellenza atto a superare il tempo e lo spazio e porta in sé la magia delle emozioni evocate da luci, colori e, con un po’d’immaginazione, suoni e profumi.
Giuseppina Labellarte ama viaggiare e si esprime attraverso una fotografia libera e immediata, tipica del Reportage, che - in questo caso - ci propone le immagini significative del deserto brasiliano di Lençois Maranhenses. In tali riprese fotografiche di sabbia, acqua e cielo (rappresentative del ciclo della vita attraverso i suoi elementi essenziali e sostanziali) è attivo e implicito il perenne racconto delle mille storie e vicende dell’Umanità.
Attraverso l’Arte, si possono immortalare luoghi fisici e ultrafisici che per quanto desertici o lontani evocano in noi importanti paesaggi e momenti dell’anima che ritornano, periodicamente, nelle nostre vite. Passi, orme, piste e percorsi, piramidi, ghiacci, luci e penombre, metafore intramontabili e, al contempo, realtà vive.
La vita è un cerchio (sembra confidarci l’autrice), un viaggio vorticoso che ritorna e si rinnova e indica un "Centro", da cui tutto parte e... torna.

Mariagrazia Semeraro

La memoria collettiva
Seni 2
Seni 2 - G. Labellarte
C’è un approccio differente che ognuno di noi ha col mondo che lo circonda e con ciò che vede, poiché ogni esperienza visiva si fissa nella memoria solo dopo esser stata filtrata dal vissuto personale di ognuno e dal nostro grado di sensibilità.
E c’è altresì una differenza sostanziale per come questi luoghi si relazionano con noi stessi. Ma una memoria collettiva, che è allo stesso tempo fondamento ed espressione dell’identità di un gruppo e che arriva da lontano, definisce i contorni di ciò che vediamo, tracciando solchi profondi che diventano l’insieme delle tracce del nostro passato. Interpretabili sì dal nostro cervello, ma solamente dentro gabbie di pensiero ben definite ed elaborate e trasmesse da una generazione a quella successiva.
Cosicché mentre per alcuni un deserto, sia pure meraviglioso come quello di Lençóis Maranhenses, in Brasile, catturato dall’obiettivo di Giuseppina Labellarte, rimane soltanto un deserto, per altri esso cela un mondo sotterraneo e stupefacente.
C’è un paradosso non sempre evidente ai più: proprio l’apparente aridità dei deserti sembra mettere in risalto quanto rumore latente sia nascosto nel greve silenzio di questi luoghi.
La vita che scorre sotto le sabbie è incontenibile, laboriosa, curiosa, attenta, spietata e indomabile come la natura che la contiene. Le dune, per chi sa vedere, diventano le curve sensuali del corpo di una donna dolcemente accarezzato dalla luce radente del tramonto, che ci rimanda il pensiero a metafore sulla natura e la sostanza degli Dei.

Alfredo Davoli


Riflessi 1
Riflessi 1 - G. Labellarte
Deserto
(2 febbraio 2008)


Nella notte
il sole irrompe
E dà luce
alla terra
all’acqua

E’ finalmente
deserto, infinito.
Lo cercavi
senza sapere perché.

Un mare di sabbia
Fine come l’anima
Bianca come il desiderio.

Puoi specchiarti
E’ tornata la vita.

Giuseppina Labellarte

Le opere

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Passi 1

Cerchi 1

Piste 1

Piramidi 1

Laguna 1

Profili 1

Orme 2

Curva 1

Lago 2

Presenze 1

Abluzioni 1

Ghiacci 1

Meditation 1

Piscina 1

Orme 1

Oasi 1

Gli autori

Giuseppina Labellarte
Giuseppina Labellarte
Giuseppina Labellarte, appassionata di arte (fotografia, pittura, poesia...), collabora (dal 2007) - come organizzatrice - ai lavori interdisciplinari della webgalleria di arti visive e letterarie Anforah.
E' ricercatrice e docente in campo di Psichiatria, Psicoanalisi e Psicoterapia, vive e lavora a Bari ove dirige un Centro di Salute Mentale del servizio pubblico; è coideatrice di importanti progetti in materia ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.
E-mail: giu.lab@alice.it

Mariagrazia Semeraro
Mariagrazia Semeraro
Mariagrazia Semeraro nasce a Trieste dove vive e lavora; ha frequentato vari corsi di arti figurative e fotografia; ha gestito una bottega di artigianato artistico e rielaborato le dette esperienze in un laboratorio creativo per giovani disabili con notevoli aperture in campo fotografico.
Nel dicembre 1997 tratta le riprese della prima rassegna di Fototeatro Didascalico (sintesi di teatro, fotografia e didascalia); a questa segue "Cerchio Magico", con F. Boffoli, in cui collabora a parti di regia.
Nel Movimento Arte Intuitiva (dal 1997 al 2000) documenta la quasi totalità delle manifestazioni svolte eseguendo un reportage fotografico per il "Premio Festival della Televisione Italiana". Dal 2005 collabora attivamente con la webgalleria Anforah per il recupero del significato dell'arte e il sostegno dei giovani artisti.
Mariagrazia Semeraro
via Emo, 24 - 34100 Trieste
338 6528791
graziasem@tiscali.it
Altre sue opere ai siti:
anforah.altervista.org - Sex
anforah.altervista.org - substantia
anforah.altervista.org - Le stagioni invisibili
Repubblica.it - Galleria fotografica

Fedele Boffoli
Fedele Boffoli
Fedele Boffoli pittore e poeta, nato a Bari nel 1964, vive a Trieste dal 1985; al suo attivo numerose mostre personali e molteplici pubblicazioni su vari temi.
Autore e promotore di manifesti e progetti culturali dirige, attualmente, la webgalleria d'arte e poesia Anforah.
Sue raccolte di opere sono presenti ai siti:
www.artepensiero.it,
anforah.altervista.org (Poièsi - Chrònos - Solaris - Il Resto - Meditation - Oasi - Il Resto e La Memoria del Viaggio - Natura e Cultura - Barcolandia - Città d'argilla - Viaggio in Egitto - Maremetamare - Il Tango dell'Onda, La Via..., Substantia, La Favola del Colore).
E-mail: info@fedeleboffoli.it

Graziella Atzori
Graziella Atzori
Graziella Atzori è nata in Sardegna; vive - attualmente - a Trieste dove ha conseguito la laurea in filosofia dedicandosi al giornalismo, alla critica (letteraria e d’arte) ed alla scrittura creativa.
Ha lavorato - in passato - presso il quotidiano Il Piccolo e la sede Rai di Trieste.
Ha pubblicato romanzi e fiabe; è presente in varie raccolte di antologie poetiche edite a Trieste, Roma, Toscana ed ha curato alcuni libri di poesia per diversi editori.
Dall’anno 2000 si dedica alla pittura partecipando a frequenti mostre in Italia ed all’estero. Dal 2006 partecipa ai lavori interdisciplinari della webgalleria d’arte e poesia Anforah.

Graziella Atzori
via delle Ginestre, 9
34 135 - Trieste
tel. 040-422000.

gra.atzori@tele2.it

Alfredo Davoli
Alfredo Davoli
Vive e lavora a Trieste.
La sua attività artistica comincia, a 18 anni, nel 1974 quando inizia a dipingere opere ispirate ai suoi maestri preferiti quali De Chirico, Dalì e Magritte.
Dopo qualche tempo abbandona tele e pennelli per dedicarsi alla fotografia, apprendendo le tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero e riscotendo successi, anche esteri, con oltre 70 premi. Negli anni 1986-87, riveste la carica di delegato provinciale dell'ANAF (Associazione Nazionale Arti Fotografiche); promuove attività artistiche ed espositive partecipando a qualificate Giurie per concorsi regionali e nazionali.
Ultimamente si avvicina al computer elaborando, con potenti software, le sue fotografie d'arte.
Al suo attivo una ventina di mostre personali in molte città italiane e numerose partecipazioni a collettive. Sue opere sono conservate nella fototeca dell'Associazione Culturale Brasile-Italia a Recife (Brasile).
Di recente ha esposto al "Quinto Salone Internazionale dell'Arte digitale" nella città dell'Havana a Cuba. Molte sue immagini sono state pubblicate su riviste specializzate di settore come: Photo Italia, Fotografare, Fotopratica, Reflex, Irisfoto, Fotocomputer e Computer arts. Nel 2005 inizia a collaborare con gli artisti della Community Anforah, per il recupero del significato dell'arte e la promozione dei nuovi talenti artistici.
Sue opere in:
- Anforah - Natura e cultura
- Anforah - Il Resto e La Memoria del Viaggio
- www.magmaonline.it.
E-mail: alfredo.davoli@hotmail.it

E-mail: info@fedeleboffoli.it