ANFORAH 
Rassegna di poesia, pittura,
letteratura e altro 
"L'immagine della poesia è la poesia dell'immagine"
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Il Resto

PREFAZIONE

Quando, nel febbraio del 2003, iniziai a collaborare con Walter Curini per storie di deserti e tradizioni mai pensavo che tale passione divenisse contagiosa e, ancora meno, che potesse sostanziarsi un giorno, addirittura, in una pubblicazione di carattere poetico.
Dall'adesione iniziale a scrivere qualche salmo e poesia e, tuttalpiù, prestare qualche immagine pittorica mi ritrovo oggi ad essere, piacevolmente, coautore di un'invitante proposta letteraria, ben oltre ogni dicibile e timida aspettativa iniziale.
Credo però che la sorpresa maggiore sia toccata all'amico Franco Naglein, incredibilmente, coinvolto anch'egli a questo progetto e a cui vanno riconosciute indiscutibili doti di sensibilità e intuito.
Una menzione d'obbligo è per gli artisti Francesco Mignacca e Grazia Semeraro che mettendo a disposizione alcune fotografie di loro significativi dipinti hanno contribuito all'arricchimento dell'opera.
A Fabio Russo va tributato un particolare ringraziamento per l'amicizia che ci lega e per la sua prestigiosa opera di critico letterario, rivolta a sostegno infaticabile di poeti e scrittori, come in questo caso.
Il pensiero finale è riservato a chiunque vorrà condividere l'essenza del dono di cui questo lavoro, a più mani, si rende portatore: un significato originario e perenne, troppo spesso ignorato.
Dopo l'11 settembre, in un periodo in cui il mondo versa nell'incubo di una tragica contrapposizione tra i blocchi di Occidente e Oriente, alcuni artisti si cimentano (aldlilà dei dualismi) in un poetico viaggio ideale, attraverso luoghi e culture dell'antichità, per riscoprire il senso di una memoria universale intatta e inalterata dallo scorrere del tempo.
Il viaggio da Trieste a Genova e (via mare) fino a Tangeri si snoda lungo l'antica via carovaniera sahariana del sale per attraversare il Mar Rosso e, passando per Gerusalemme (La via dell'incenso), proseguire attraverso la La via delle spezie e La via della seta fino al fiume Gange (in India) dove, arrestandosi ai confini dell'Estremo Oriente, inverte la rotta per tornare (La via dell'ambra) ad Occidente, a termine di una circolazione intorno al Mar Mediterraneo. Durante la percorrenza (soprattutto intesa come metaforico percorso di consapevolezza sui simboli dell'esistenza) si va sommando alla contemplazione della bellezza di paesaggi ed atmosfere una meditazione accurata sulle principali filosofie e religioni dell'umanità.
Con poesie, salmi e dipinti (dei cinque autori), il circolo si svolge e risolve (in luogo della sua massima chiave interpretativa) nell'emblematico centro dell'Arte che illumina e rischiara la vita, evidenziandone unità e colore.
Un poema illustrato e salmodiante non sincretico (non si pone come proposta accorpata di religione o filosofia) che promuove l'intuizione e la poièsi.
Nella presente opera evocati tra testi e immagini, trovano spazio, in più livelli comunicanti, i motivi di: acque, mari e fiumi, minerali e metalli, terre e monti, deserti e oasi, venti, città, viaggiatori e viaggi, personaggi della storia, navigazioni e rotte, popoli e monumenti dell'antichità, religioni, filosofie, miti ed altro.
Il senso del libro pur, apparentemente, favorendo un'ottica filosofico-religiosa di tipo occidentale (privilegia l'azione e il fare, con riferimenti cattolico-cristiani di profilo mariano), mira al re-integro dell'Oriente in tutte le sue forme culturali e cultuali (anche pagane), in qualità di culla di civiltà millenarie, quale ovvio reciproco dell'Occidente e, non a caso, luogo dove si leva il sole.
E per ultimo (anzi direi in primis) testimoniamo nell'opera, la presenza latente di un Resto quale aspetto ineffabile e misterico che, nel paradosso, pur sostenendo la vita e le sue cause, si sottrae ai linguaggi e alle umane espressioni.

Fedele Boffoli

Le opere

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Ustioni

L'ombra

Rovine

Il salto

La via del sale

La via dell'incenso

La via delle spezie

La via della seta

Il resto

La via dell'ambra

L'Ombra e l'Orma oltre le rovine

L'Anfora della vite
L'Anfora della vite
di Francesco Mignacca
Tre Amici si son posti a comporre un suggestivo tema, l'itinerario dell'uomo attraverso gli strati dell'esistenza e della memoria storica, collettiva.
Da lungo tempo Fedele Boffoli insegue un progetto ambizioso di idee in campo artistico e di immagini. Queste ora s'incontrano con l'intendimento e la composizione a più mani di due altri cultori di tematiche filosofico-artistiche a sensibilità sociale, Walter Curini e Franco Naglein, nel proposito di realizzare un vasto quadro di problemi essenziali e sempre rinnovati del vivere. Anzi spetta a Curini la spinta stimolatrice, per la sua idea coinvolgente di scrivere storie di deserti e tradizioni connesse.
Così han dato mano a una sinfonia viaggiatoria allusiva, questa singolare costruzione intrecciata di motivi tra religioso ed esistenziale. Percorso su luoghi e significati dell'Antichità a cavallo tra Oriente e Occidente, lungo un'area mediterranea fortemente improntata ai tratti caratteristici del mondo odierno. Viaggio memore dell'antico che non è passato, disponibile a sperimentare indomito da Occidente verso Oriente, da Tangeri al Gange, i motivi perenni attraverso i difficili rapporti tra le fasi umane di ogni tempo, nella situazione quindi di una mobilità ferma nel tempo, nella dinamicità di una Forza non visibile in sé. E il fluire delle cose, affascinante, ha senso solo per l'uomo in vista dell'Eterno, come la sabbia impalpabile che rimanda all'Unità sotto altra forma; mentre la vita ricorda le sue origini (se ci riferiamo all'ottica di Umberto Saba), quando queste si mostrano e si sviluppano, diremmo, nel loro sistema di cristallizzazione, ossia momento per momento l'attualità.
A loro volta si accompagnano alle tappe di questo itinerario le immagini figurative mirate, che aprono come un motto caratterizzante le singole sezioni, secondo un gioco di rapporti complementari. E mostrano pure loro il tradizionale nel contemporaneo in una tensione di indagine fra religioni, civiltà, fondamenti dell'esistenza. Questa si dispiega, per opera del fine intuito di Francesco Mignacca e di Grazia Semeraro oltre che dello stesso Fedele Boffoli, su un movimento allegorico di profili, accostamenti, esiti in vario grado stlizzati (Rovine: Tramonto moderno, di Francesco Mignacca; La via del sale: Sant'Antonio e la predica dall'albero, di Fedele Boffoli), ermetici (La via delle spezie: San Nicola e le tre ipostasi, di Fedele Boffoli; La via della seta: Vergine orante, di Fedele Boffoli), impegnativi nella spinta a mettere insieme un significato intenso (Il Resto: Il Santo, di Grazia Semeraro). Tutti elementi che si legano e si richiamano per una sottile ars combinatoria bilanciata sul presente come sul passato, sul mondo dell'Occidente quanto su quello dell'Oriente, sull'area propriamente europea non meno che sulla contigua fascia africano-medio asiatica, ars ricca di inventiva simbolica ma non su un impianto e uno spirito di tipo fantastico libero.
Poesie e rimodulazioni in prosa di antiche cadenze bibliche in laici Salmi attualizzanti. Precisamente un Salmo sempre eguale posto per nove volte più una, quale insistito suggello (annuncio corale in prosa breve) di chiusura. O se vogliamo nove Salmi più uno (rispetto al precedente piano dell'opera) si susseguono secondo un impianto che non concede di appuntarsi a singoli lavori isolati, per quanto ricchi di significati, bensì proprio comporta di vedere l'andamento di un percorso, il suo snodarsi alla luce di un nucleo unitario. Per nove volte, anzi dieci (non il numero teologico dispari, bensì quello platonico pari, segno di compiutezza, di perfezione), il modulo costante di Salmo si estende in una sorta di risposta ogni volta differente nel motivo che di seguito completa il Salmo, con un titolo e un breve sviluppo in prosa (per il S. 1 Confessione, per il S.2 Perdono, per il S. 3 Compassione, per il S.4 La conoscenza, per il S. 5 Il centro, per il S. 6 Sacrificio, per il S. 7 Origine, per il S. 8 La Madre Terra, per il S. 9 Uno, per il S. 10 Eternità). Sicché tale risposta così variata viene ad essere una puntualizzazione tematica di sezione per i componimenti che precedono (un "postprologo" per usare un termine di Bruno) come una ragione di fondo, un corollario di tipo discorsivo discreto rispetto al corpo dei componimenti poetici nella loro suite: armonia compensata o di compensazioni, di corrispondenze che si deve a un particolare piano ideativo presente alla realizzazione del lavoro, rivolto sempre verso il principio conduttore attivo di questa grande sinfonia. Lo si avverte nell'articolarsi delle sezioni, vere fasi o tappe scandite ora secondo momenti, Ustioni, L'ombra, Rovine, Il salto, ora proprio secondo percorsi arditamente tracciati, La via del sale, La via dell'incenso, La via delle spezie, La via della seta, Il Resto, La via dell'ambra, in serrata successione. Dove però Il Resto sembra appartenere piuttosto al primo gruppo, se non si voglia considerare La via dell'ambra come un suggello aggiuntivo, il culmine dell'itinerario nell'intimo del sacro, nel nous, nel segreto dell'Essere che si rivela...

Fabio Russo

Il Resto

Oriente/Occidente
Oriente/Occidente
di Francesco Mignacca
Il Resto… Ciò che manca / è ciò che possiedi / e non sai. Resto di vita rimossa, occultata e mal o mai vissuta. Resto di vita antica sepolta nell’inconscio collettivo, dentro pieghe di memorie ancestrali ritrovate in tracce disseminate in riti e paesaggi, in dissepolte archeologie. Resto che attende uno sguardo atto a restituire completezza al nostro esistere e ci riveste di un’umanità consapevole. Resto ontologico delle origini, divino principio universale a cui ricongiungersi misticamente, a cui rimettersi pure con un religioso afflato di speranza e felice appagamento. Ogni aspetto del viaggio spirituale appena enunciato costituisce la tematica affascinante della silloge IL RESTO, Anforah Edizioni - Trieste 2008, pagine 123, postfazione di Fabio Russo, professore di letteratura italiana presso l’università di Trieste. Si tratta di un’opera poetica composta a più mani, a più voci. Sono le voci di Fedele Boffoli, poeta e pittore, di Walter Curini e Franco Naglein, compagni e cantori nel verso essenzialmente terso e teso verso la meta, di cui dirò. A queste si aggiungono le immagini di Mariagrazia Semeraro, pittrice e fotografa; la pittura onirica e simbolica di Francesco Mignacca. In tutto cinque, dunque, numero della quintessenza alchemica, gli artisti itineranti, in movimento da e verso le tradizioni religioso-filosfiche di Oriente ed Occidente, comprese nel bacino Mediterraneo, con puntate verso L’India del Vedanta, passando per la classicità greca, il monachesimo cristiano ortodosso, la terra di Israele, la Mecca e Medina, Samarcanda, verso… l’infinito, la LUCE in cui, dopo il viaggio e la ricerca, è possibile ritrovarsi e riposare.
Viaggio nelle parole, meditate e ispirate; viaggio nel colore e nell’immaginazione popolare, come nel quadro San Nicola e le tre Ipostasi di Boffoli, dove il torace del santo è rappresentato in volute a spirali, in percorsi dell’energia, della ruasch (soffio, in ebraico è femminile), del pneuma di cui è costituita l’anima del mondo platonica e gnostica e così pure la struttura segreta dell’uomo.
Si tratta di un pellegrinaggio arduo ed ambizioso, alto come alta è la nostra somiglianza con Dio, ma viaggio compiuto nell’umiltà della ricerca sofferta e libera, come libera è sempre la poesia. L’idea di una fuga nel meraviglioso e nel sublime per riscoprire l’essenza è antica. Basti pensare al sonetto di Dante Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io / fossimo presi per incantamento / e messi in un vasel… una navicella, dove ragionar sempre d’amore. Amore è l’altro nome dell’Altro, e pure i nostri autori, con tortuosi percorsi animici, giungono là, dove sempre è eternità, l’amore carità (nella poesia dedicata a Madre Teresa di Calcutta, nell’effige del crocifisso di Mignacca,) e la navicella diviene un’ANFORA, simbolo del cosmo, utero sacro in cui noi tutti, simili a pietre spigolose, scendiamo e risaliamo all’urlo del tamburo / intonando il canto / di ogni divenire.
Come ogni testo ermetico, IL RESTO è denso di figure allegoriche, adotta un linguaggio rivestito d’ombra, ripropone il mito della caverna platonica dove il vero è dietro le spalle e negli occhi passano unicamente i riflessi illusori delle cose. E’ necessario voltarsi, dice Platone, è necessario viaggiare e ritornare, voltandosi a rifare strade non interiorizzate, dicono i tre poeti saliti su un immaginario cammello e in cammino su piste inventate ma vissute nel dolore quotidiano della carne e dei giorni feriali, anonimi come i miliardi di granelli sabbiosi dei molti deserti. Essi viaggiano pure lungo le piste risapute e faticose della storia e ci restituiscono lo scorrere di sorgenti e di acque (il Timavo ad esempio), le luci misteriose testimoni visibili di un fuoco interno in templi millenari (Santa Sofia); nei versi rivivono le vertigini di monasteri solitari (le Meteore), il respiro di notti arabe, il profumo di rose e l’incenso di Brama. Per raggiungere in fine l’Uno, il neoplatonico TUTTO, in pace. E allora nel ritorno compiuto e nella pace gustata come cibo spirituale diviene comprensibile il dipinto di Mariagrazia Semeraro IL SANTO, raffigurante un uomo in preghiera di fronte al pane, quel semplice alimento offerto dalla terra e contenente, come tutto lo contiene, l’Unico, il cielo celato in un chicco di grano. Dove tornare, quindi, se non qui, in terra e nel quotidiano, dove siamo sempre stati? Ma illuminati e paghi. Tornare ai granelli di sabbia, alla fine del percorso, granelli intesi non più come divisione e alienazione infinita del sé da sé, differenziazione e dispersione, ma sentiti come elementi costitutivi e formanti un’unità, la sabbia benedetta, segno della memoria intatta, salvata ovunque si celi un anelito di vita per ora e l’eternità.
Eternità è parola chiave, parola del ritorno e dell’inizio, oasi custodita dalla GRANDE MADRE, quella SOFIA Sapienza invocata in ogni capitolo del libro (i capitoli sono dieci, dieci scansioni di tempo-luogo e senso imperituro e atemporale via via ritrovato). Sofia evocata con gli accenti della più pura poesia, reiterata in dolce litania: Madre di terra benedetta, argilla di sabbia e di fuoco, soffio d’eterno infinito, purezza di acqua e di aria, rosa e spada del deserto. Voce di voce tra le voci, luce di pista tra le piste, madre stella tra le stelle, perseverante guida tra le guide e pacifica oasi dei nostri cuori; indicaci la via.

Graziella Atzori

Percorso in poesia

Anfore e gotico
Anfore e gotico
di Francesco Mignacca
“Il Resto” è un “viaggio” in poesie, salmi e dipinti di cinque giovani autori che, in contrapposizione al materialismo esasperato di oggi, preferiscono dissertare sulla poesia, sulla filosofia e la religione.
Così l’arte (poesia, pittura, letteratura) diventa una strumento di comunicazione universale, dove chiunque può sentire quello che pensi e che vuoi trasmettere.
“Il Resto” è dunque quello che rimane di un grande patrimonio culturale ormai indegnamente e spudoratamente consumato, la “Rimanenza” di una ricchezza indicibile che ci appartiene ancora.
“Il Resto” non si propone di descrivere, ma di trasmettere vive le convulsioni, gli abbandoni disperati, la bellezza (l’angolo perduto), le speranze abolite (ustioni), l’incomprensione (ridi), la rabbia, l’amore, l’incertezza di fronte a tutto (Salmi n. 1 e n. 5), in una sintassi paratattica, che conserva intatte le frequenti scosse degli impulsi contraddittori, in un fraseggio nutrito continuamente dalle immagini (Origini del mito: divini amanti, Il genio della lampada: Divo, oppure Vergine orante).
L’opera percorre le correnti più attive della cultura romantica (Anforah), del realismo critico (Alla deriva), dell’impegno etico (il bene e il male), dell’evasione idealistica (Assekrem), dando profondità al reale e concretezza al sogno.

Eraldo Di Vita

Il Resto - Sotér

[...] Un libretto di vita (e verità) viatoria Il Resto che ho scoperto essere l’anagramma di sotér, cioè del… Salvatore o Re (cri)sto: Re magio che assomma e assume in sé l’essenza dei tre re e tre doni a Lui consustanziali. Resto o residuo anche eidetico, per dirla con linguaggio fenomenologico husserliano, che è l’immagine primordiale, la matrice ideativa dell’essere: quella per cui sono fatte (e salvate) tutte le cose [...] -

Luigi Riceputi

Gli autori
Walter Curini, nato a Teramo il 24.04.52, insegnante alle Scuole Superiori coltiva, da alcuni anni, l'interesse per la poesia.

Francesco Mignacca, pittore e critico d'arte, opera - da qualche anno - a Bari e in Puglia. (E-mail:fm.spiga@libero.it).

Franco Naglein, nato a Venezia il 18.03.56, si dedica da anni ad attività sociali e partecipa agli incontri poetici del club Zyp. (E-mail:francozapata@tiscali.it).

Fabio Russo, docente universitario e critico letterario è presente - da molti anni - sulla scena culturale di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. (E-mail:russo.fab@alice.it).

Eraldo Di Vita, critico ed appassionato d'arte moderna, nato a Montecarlo (LU) nel 1932, laureato in Scienze Economiche, giornalista, organizzatore di eventi d'arte, mailarista e critico d'arte, ha fondato la webgalleria d'arte, non commerciale, www.webartmagazine.net per la promozione dei nuovi talenti artistici.
Info@webartmagazine.net

Mariagrazia Semeraro
Mariagrazia Semeraro nasce a Trieste dove vive e lavora; ha frequentato vari corsi di arti figurative e fotografia; ha gestito una bottega di artigianato artistico e rielaborato le dette esperienze in un laboratorio creativo per giovani disabili con notevoli aperture in campo fotografico.
Nel dicembre 1997 tratta le riprese della prima rassegna di Fototeatro Didascalico (sintesi di teatro, fotografia e didascalia); a questa segue "Cerchio Magico", con F. Boffoli, in cui collabora a parti di regia.
Nel Movimento Arte Intuitiva (dal 1997 al 2000) documenta la quasi totalità delle manifestazioni svolte eseguendo un reportage fotografico per il "Premio Festival della Televisione Italiana". Dal 2005 collabora attivamente con la webgalleria Anforah per il recupero del significato dell'arte e il sostegno dei giovani artisti.
Mariagrazia Semeraro
via Flavia, 70
tel. 040 827924 / 338 6528791
34148 Trieste
graziasem@tiscali.it
Altre sue opere ai siti:
anforah.altervista.org - Sex
Repubblica.it - Galleria fotografica





Fedele Boffoli
Fedele Boffoli, pittore e poeta, nato a Bari nel 1964, vive a Trieste dal 1985; al suo attivo numerose mostre personali e molteplici pubblicazioni su vari temi.
Autore e promotore di manifesti e progetti culturali dirige, attualmente, la webgalleria d'arte e poesia Anforah.
Sue raccolte di opere sono presenti ai siti:
www.artepensiero.it,
anforah.altervista.org (Poièsi - Chrònos - Solaris - Il Resto - Meditation - Oasi - Il Resto e La Memoria del Viaggio - Natura e Cultura - Barcolandia - Città d'argilla - Viaggio in Egitto - Maremetamare - Il Tango dell'Onda).
E-mail: info@fedeleboffoli.it





Graziella Atzori
Graziella Atzori è nata in Sardegna; vive - attualmente - a Trieste dove ha conseguito la laurea in filosofia dedicandosi al giornalismo, alla critica (letteraria e d’arte) ed alla scrittura creativa.
Ha lavorato - in passato - presso il quotidiano Il Piccolo e la sede Rai di Trieste.
Ha pubblicato romanzi e fiabe; è presente in varie raccolte di antologie poetiche edite a Trieste, Roma, Toscana ed ha curato alcuni libri di poesia per diversi editori.
Dall’anno 2000 si dedica alla pittura partecipando a frequenti mostre in Italia ed all’estero. Dal 2006 partecipa ai lavori interdisciplinari della webgalleria d’arte e poesia Anforah.

Graziella Atzori
via delle Ginestre, 9
34 135 - Trieste
tel. 040-422000.

gra.atzori@tele2.it

Francesco Mignacca
Francesco Mignacca è nato ad Ancona nel 1971, vive a Giovinazzo (BA) dove svolge le sue attività. L’arte rappresenta per lui il canale espressivo privilegiato per la conoscenza de sé e del mondo.
Dipinge già da giovanissimo; ha realizzato centinaia di quadri (di stampo colorista-materico con olio e tecniche miste) e partecipato a numerose mostre personali e collettive.
Si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bari con la tesi "In risposta alla Lettera di Giovanni Paolo II agli artisti". Ha frequentato corsi di formazione con docenti e artisti contemporanei.
Ha collaborato con Fedele Boffoli, in ruoli organizzativi, alle attività di: Movimento Arte Intuitiva (dal 1999 al 2001); Gruppo di Arti e Studi Dottrinali "T"Tradizione (2002); Webgalleria d’arte e poesia Anforah per la promozione dei giovani talenti artistici (dal 2004).
Si occupa attivamente di critica d’arte e dal 2007 gestisce in proprio un atelier, non commerciale, di Arti figurative.

Sue opere agli indirizzi web:
Anforah/Antico Mediterraneo
Anforah/Il Tango dell'onda

Atelier:
via Cattedrale 14, 70 054 Giovinazzo (BA)
tel: 393-7049043.
fm.spiga@libero.it





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