ANFORAH 
Rassegna di poesia, pittura,
letteratura e altro 
"L'immagine della poesia è la poesia dell'immagine"
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Il Resto e La Memoria del Viaggio di A. Davoli

Il libro "Il Resto" (Ed. Il Murice 2005 - degli autori F. Boffoli, W. Curini e F. Naglein con postfazione di F. Russo e illustrazioni di F. Mignacca, e G. Semeraro), di cui si propongono alcune sintesi poetiche associate a opere artistiche di Alfredo Davoli, è parte integrante di un progetto aperto dal titolo Anforah che vede l'Arte quale universale chiave di comprensione e unificazione della vita.
""Il Resto, troppo ampio per essere simboleggiato in un linguaggio, così vicino ad un silenzio eloquente, è il lato da vivere e da percepire nella pienezza della vita di ogni giorno; come in un poetico viaggio dell'anima da Occidente a Oriente che si intraprende, forzando le Colonne d'Ercole, alla volta di sconfinati oceani di sabbia - da Tangeri fino a Samarcanda e al Gange - per riscoprire - attraverso luoghi e civiltà arcaiche - l'interezza di una memoria universale, scolpita e inalterata dallo scorrere del tempo. - Gli autori""

Cos'è il Resto (tratto dalla postfazione all'opera)
""Cos'è il Resto? Quali gli interrogativi che muovono tale cammino? (E' bene ricordare qualche caso consimile, di Fiammetta Gamba Varese il lungo racconto Quello che non c'era o di Carmelina Sicari la breve puntualizzazione tematica La cosa perduta).
Ciò che manca di valori, di riferimenti stabili nel costume di vita. Avvertito, nel nostro caso, su un insistito chiedersi/mettere a confronto i tempi antichi e i tempi moderni, la mentalità orientale e quella occidentale. Tenuto con uno sguardo attento agli strati storici del mondo arabo. Visto secondo l'idea di tale lavoro, che mostra un interesse per la cultura indiana.
Questo favorisce un sottofondo tematico composito quanto preciso, bilanciato sul senso di culture diverse e sul costume impoverito della nostra società, di un mondo banalizzato, quello occidentale. Da qui la spinta al ricupero del significato del simbolo, che si è perso nell'arte del nostro tempo: un'esigenza vicina a quella di ritrovare il valore del dono, esso pure trascurato oggi. Un sentore di antichità mediterranea, dai tratti a volte mitologici, classica e anche ebraica. Accanto ad un interesse per la cultura indiana, di filosofia del comportamento, da cui i nostri autori prendono alimento e gusto (Il bene e il male - precedente stesura, Aquario). Un Resto che si dona ed è insieme debito, forse non estraneo il sapore cristiano di sacrificio.
Così si fa sentire a volte in questa scrittura per lo più oggettiva, di situazioni, un interlocutore diretto, un Tu cui rivolgersi in modo anche pressante, "Dov'è la terra / degli dei fratello? / A Marib? / O tra Mecca e Medina? / O ad Egra città maledetta? / Dov'è la terra / degli dei fratello / ai confini / del mondo? / Dove Oceano / e cielo si fondono / in interminabili / albe e tramonti. / [...] / Dal regno dei sabei / fino alle porte di Petra? / Dove fioriscono / primule e rose / e dove piantare / non serve / [...]" (La terra degli dei). Oppure più distaccato, "Grandi cattedrali / orlate di picchi e guglie / parlano in silenzio; / le creazioni di Dio / si volgono austere / al cuore dell'uomo / non alla mente. / Nella foresta di pietra / l'eremita vive la libertà / senza spazio né tempo", con il seguito lapidario "Ad Assekrem / il deserto dimora / nel corpo / e nell'anima" (Assekrem). Il deserto, con tutta la sua portata di squallore, ma non meno di memoria, di sviamento/raccoglimento intenso, di grandezza (così il superamento delle tentazioni da parte di Gesù nel deserto). - Fabio Russo"".

Memorie di un viaggiatore
La vita è un viaggio non si stanca di raccontare Alfredo Davoli con le sue poesie-fotografie, tratte da Oriente a Occidente, rielaborate e reinventate con le tecniche digitali più attuali e innovative del computer (magistralmente adoperate con forza e calore espressivi).
L’uomo è il viaggiatore e, nell’opera del nostro artista, il suo fondamentale compito è quello di aprirsi all’altro, senza timore e pregiudizio alcuno, per riscoprire - riconoscendo in lui - la matrice e il significato della vita universale attiva in ogni tempo e luogo.
Davoli, viandante umile e semplice dell’arte, dipinge con i suoi poetici affreschi contemporanei, lo stupore e la meraviglia di un’umanità che ritrova se stessa riscoprendosi - paradossalmente - attraverso i paesaggi-panorami immobili ed arcaici dell’eternità.
E’ un viaggio al presente, nella memoria atavica e nell’anima individuale e collettiva in cui ogni esperienza d’incontro rappresenta ricchezza e riscoperta per l’essere e dove compiere il percorso fisico, talvolta, non è indispensabile (…si può viaggiare anche da fermi) per raggiungere l’ambita meta quale agognata essenza delle cose. Ancora - sembrano inoltre comunicare le opere di Davoli - è importante non dar nulla per scontato; continuare ad affinare, come viaggiatori-pellegrini, la curiosità e la vista interiore per trovare maggiore riscontro e conoscere, sempre più attentamente, noi stessi e il mondo.

Fedele Boffoli

"Alfredo Davoli e La Memoria del viaggio" di Eraldo Di Vita
Registan
Registan - Samarcanda
Questo fotografo-artista che accompagna le poesie dei poeti de "Il Resto" traduce i suoi "Reportage fotografici di viaggio" in "Memorie di un viaggiatore" elaborando al computer le foto stesse e trasformandole in opere poetiche.
Alfredo Davoli ha iniziato con la pittura, innamorato dei surrealisti, poi è passato quasi automaticamente alla fotografia e infine al computer, col quale riesce a ricreare il suo mondo fantastico.
A testimonianza di questo lavoro rimangono un'infinità di premi fotografici e una collezione di immagini che raccontano, con sensibilità e serenità, la storia della sua vita artistica. Con Alfredo Davoli, ne siamo certi, la fotografia ha raggiunto il livello della cultura moderna scritta e dipinta, anche se la fotografia ha solo un secolo e mezzo di vita, mentre la parola e la pittura esistono da sempre.
Per rendersi conto di quanto diciamo è sufficiente osservare contemporaneamente le sue foto e i lavori elaborati al computer, che diventano immediatamente delle vere e proprie opere d'arte.
Attraverso le foto di Alfredo Davoli si può capire come la fotografia a volte abbia una realtà più pregnante della medesima attualità: ognuna di esse può trasportarci in luoghi sconosciuti e fantastici, modificando il nostro modo di vedere il mondo, convincerci della grandezza e della viltà dell'uomo, consentirci di condividere le rivelazioni di uno spirito artistico e sensibile, renderlo capace di risalire il tempo e infine di trascendere la propria esistenza terrena. La fotografia, così,diventa una metafora vivente nell'attimo stesso in cui il fotofrafo le dà vita.
A differenza dei poveri mortali, Davoli artista ci prende l'anima per mano e ci dice: "Guarda cosa ho visto io! Vieni... partecipa alla mia rivelazione".
Sotto molti aspetti anche Davoli fotografo e pittore è un bambino senza età, per il quale tutto è sempre una scoperta e attraverso la sua "ingenuità" il mondo trattiene il flusso delle novità e rende concreta la promessa del sole che si leverà domani.

Eraldo Di Vita

Alfredo Davoli
Il Resto
Alfredo Davoli
Vive e lavora a Trieste. La sua attività artistica comincia, a 18 anni, nel 1974 quando inizia a dipingere opere ispirate ai suoi maestri preferiti quali De Chirico, Dalì e Magritte. Dopo qualche tempo abbandona tele e pennelli per dedicarsi alla fotografia, apprendendo le tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero e riscotendo successi, anche esteri, con oltre 70 premi. Negli anni 1986-87, riveste la carica di delegato provinciale dell'ANAF (Associazione Nazionale Arti Fotografiche); promuove attività artistiche ed espositive partecipando a qualificate Giurie per concorsi regionali e nazionali. Ultimamente si avvicina al computer elaborando, con potenti software, le sue fotografie d'arte. Al suo attivo una ventina di mostre personali in molte città italiane e numerose partecipazioni a collettive. Sue opere sono conservate nella fototeca dell'Associazione Culturale Brasile-Italia a Recife (Brasile). Di recente ha esposto al "Quinto Salone Internazionale dell'Arte digitale" nella città dell'Havana a Cuba. Molte sue immagini sono state pubblicate su riviste specializzate di settore come: Photo Italia, Fotografare, Fotopratica, Reflex, Irisfoto, Fotocomputer e Computer arts. Nel 2005 inizia a collaborare con gli artisti della Community Anforah, per il recupero del significato dell'arte e la promozione dei nuovi talenti artistici.
SITO UFFICIALE: www.alfredodavoli.org
E-mail: alfredo.davoli@hotmail.it

Fedele Boffoli, nato a Bari il 03.01.1964, pittore e poeta è attivo a Trieste dal 1985.
Sue opere a questi indirizzi internet:
www.ArtePensiero.it/fedele_boffoli.htm
anforah.altervista.org/boffoli/boffoli1.htm
anforah.altervista.org/chronos/chronos.htm
E-mail: info@fedeleboffoli.it.

Walter Curini, nato a Teramo il 24.04.52, insegnante e promotore culturale coltiva, da alcuni anni, l'interesse per la poesia.
E-mail: waltercurini@infinito.it

Franco Naglein, nato a Venezia il 18.03.56, si dedica da anni ad attività sociali e partecipa agli incontri poetici del club Zyp.
Sue opere presso questo indirizzo internet:
anforah.altervista.org/ilresto/ilresto.htm
E-mail: francozapata@tiscali.it

Fabio Russo, docente universitario e critico letterario è presente, da molti anni, sulla scena culturale triestina e nazionale.
Sue opere presso questo indirizzo internet:
anforah.altervista.org/ilresto/ilresto.htm
E-mail: russo.fab@alice.it

Le opere

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Chinguetti

Zerzura

Atlantide

Piste oubliée

Santa Sofia

L'esodo

Palmira

I giardini di Isfahan

Amida

La città perduta

La terra degli uomini

Aquario

Le Colonne d'Ercole

Rovine

L'ombra

La Terra degli Dei

Terra di Mezzo

Alla luna


E-mail: info@fedeleboffoli.it